A Bergamo una mission impossible!
by Johnnie Maneiro | View blog reactionsProgetto-david, partito da Treviso per registrare alcune località della Lombardia, è stato piacevolmente distratto dal Bergamo Jazz 2007 e non ha quindi voluto perdere l’opportunità di “puntare il proprio occhio” su questa manifestazione.
Da turista con una meta precisa sono diventato semplice spettatore; la vivacità di Bergamo mi ha quindi vinto mostrandosi sotto altre vesti.
Il filmato riproduce il brano jazz che più mi ha entusiasmato misto al vocio e al rumore di una domenica qualunque, ma unica nel suo essere fuori programma.
Lo dedico ai tanti amici di progetto-david appassionati di Jazz; in particolare a Luca Conti ![]()
Johnnie Maneiro | 12 Marzo 2007 | Trackback
Commenti
7 Comments so far




La musica jazz è una sirena a cui, non sempre, si può resistere.
Per il progetto David può essere utile considerare le statistiche mondiali sul settore turistico, paese per paese, e valutare le principali ragioni dell’arretramento del sistema di offerta nazionale.
Nel blog marketing-intelligence, alla data > 14 marzo 2007, é presente una scheda che presenta i risultati di una ricerca internazionale sul turismo.
http://marketing-intelligence.blogspot.com
@Claudio
Dici di considerare unitamente alla domanda, anche l’offerta turistica Italiana.
Ma qui si entrerebbe nell’ambito della definizione della politica turistica del nostro Paese!
E poi: le strategie di comunicazione/promozione (che il Marketing-Intelligence ci dovrebbe aiutare ad individuare) potranno mai essere efficaci se in Italia, come si dice nel post che ci hai segnalato, siamo così tanto indietro ?
In altre parole se la sostenibilità ambientale è un nostro problema, non potremo mai far sapere che c’è !
Intanto continuiamo sulla “domanda turistica”…
Io direi - in modo sintentico - che UNA ragione (se non l’unica) dell’arretramento del sistema di offerta turistica italiano è stato ed è nella capacità degli altri Paesi di valorizzare le proprie offerte turistiche utilizzando “canali tradizionali di promozione turistica”.
Di contro c’è stata la nostra (di noi italiani e dei nostri politici) totale insipienza ed ignavia nel fare almeno le cose minime indispensabili in quella direzione.
Ormai sulla strada di azioni diciamo “tradizionali” di promozione turistica ABBIAMO PERSO IL TRENO.
E quindi io ritengo che la nostra capacità professionale dovrebbe concentrarsi nell’individuare innovative modalità di promozione del nostro Paese.
Un cenno in tale direzione l’ho intravisto nel progetto David e continuo ad intravederlo, anche se mi sembra di percepire un momento di stanca nel progetto david.
Piero Viscardi
@Piero
Parli di momento di stanca ? Beh, non sono d’accordo!
Abbiamo detto di voler definire meglio gli obiettivi e, dopo lo spunto di ieri, penso che siamo entrati in una “fase di studio”:
http://www.progetto-david.com/2007/03/12/progetto-david-al-servizio-degli-obiettivi.html
Proprio per cercare di individuare (riprendo le tue parole) modalità di promozione innovative!!!
Spero di esportare i video-servizi
in quel di Catania tra qualche giorno!!! Almeno “uniamo virtualmente” il nord col sud
Ciaoooooo
La progettazione di un portale finalizzato alla promozione turistica dovrebbe considerare sia l’offerta da comunicare, con l’obiettivo di valorizzarne tutti i possibili aspetti di valore, sia il pubblico da coinvolgere.
Per soddisfare le aspettative, un progetto di comunicazione turistica non può prescindere dall’analisi delle politiche locali per il turismo, cioè dall’acquisizione regionale dei dati che riguardano i siti turistici, le loro caratteristiche, i servizi disponibili ai visitatori, le infrastrutture collegate, fino ad arrivare alla citazione delle (possibili) strategie di sviluppo.
Se si legge il rapporto sviluppato dal Forum sulla competitività del settore turistico, recentemente reso disponibile in rete, si comprende quanto sia consistente il divario che separa il sistema di offerta nazionale da quello dei paesi leader (Svizzera, Austria, Germania).
La nota maggiormente critica é la mancanza in Italia, purtroppo, di una prospettiva di medio-lungo termine per il settore turistico inteso come industria: cioè la mancanza di una visione di periodo che possa indirizzare i principali soggetti (anche privati) al raggiungimento di obiettivi condivisi.
Mi riferisco ad esempio alla programmazione di nuove infrastrutture di collegamento, che possano migliorare la rete dei trasporti interni (a livello locale), oppure alla progettazione di nuove strutture di ricevimento dei flussi turistici (ad esempio in alcune aree del meridione, dove le strutture alberghiere non raggiungono gli standard di eccellenza di alcune regioni del nord-est).
Se si esaminano i punti che qualificano, nel rapporto, i paesi leader, si può comprendere meglio il distacco che rende lontano il sistema generale di offerta del Paese.
A questo gap, purtroppo, non può contribuire certo un portale web.
E’ disponibile sul blog marketing-intelligence un post di commento sul rapporto 2007:
http://marketing-intelligence.blogspot.com
I link al report ed alla lista dei siti Unesco in Italia:
http://www.weforum.org/en/initiatives/gcp/TravelandTourismReport/index.htm
http://www.weforum.org/pdf/tourism/Italy.pdf (scheda sull’Italia)
http://www.unesco.it/patrimonio/siti/siti.htm
http://www.sitiunesco.it/