YouTube Awards, la versione web del premio David di Donatello
by Johnnie Maneiro | View blog reactions“Volevamo mettere in risalto i video più popolari del 2006, un anno molto importante per l’audiovisivo on-line, e lasciare agli utenti la possibilità di assegnare loro un riconoscimento in più” […] “A decidere se l’Award verrà replicato o meno saranno gli utenti. Solo loro possono far si che l’evento cresca anno dopo anno fino a diventare un appuntamento fisso. E, perché no, magari anche una cerimonia dal vivo”. Fra i video nominati non appaiono quelli protetti da copyright e questo fa si che il premio sia il primo riconoscimento importante alla generazione degli utenti creatori di contenuti.
Queste le parole per me più significative tratte dall’articolo che stamattina ho avuto il piacere di leggere su Repubblica.it. Oltre a vedere simpatici video, l’articolo mi ha portato a riflettere, alla luce degli intenti di Progetto-david, sulle nuove tendenze comunicative che da poco stanno cambiando il mondo-internet. Ecco in sintesi:
1. L’audiovisivo on-line sta avanzando velocemente quale potente mezzo di trasmissione di contenuti e non solo (oltre al contenuto in sé, infatti, il video ci dice molto anche di chi l’ha prodotto).
2. La “vita” del video viene alimentata dagli utenti. Conosce sì una “paternità” ma saranno poi i visitatori a tenerlo in vita. L’interazione con la comunità web diventa quindi la condizione necessaria alla sua “sopravvivenza”.
3. Il video pone in primo piano la figura dell’utente quale creatore di contenuti.
Pare che Progetto-david stia quindi procedendo per il verso giusto: tenendo ben in considerazione il contesto, per sua natura mutevole ed in continua evoluzione, e aperto a nuove modalità comunicative. Questo non significa “lasciarsi condurre”, piuttosto avanzare con venti a favore.
Promuovere e incentivare i contributi esterni implica altresì il non dare rigide direttive ma vigilare a che il materiale fornito sia conforme agli ideali del progetto. Del resto, cercare di omologare i contenuti vorrebbe dire violare la filosofia stessa di P-d, che poggia sui concetti di realismo, pluralità e varietà.
Rispondendo al commento di Claudio, quindi, P-d sta partendo proprio da una tipologia di filmati che più riflette le reali capacità e potenzialità dei suoi primi collaboratori. Si potrebbero impreziosire? Di certo sì, a patto che la maggior cura non diventi tanto l’obiettivo prioritario da conseguire quanto il “naturale” risultato di una mano più esperta.
Percorrere la strada del filmato “reale” non è semplice, è facile infatti cadere da una parte in un eccesso di soggettività (in questo caso il creatore si sostituisce quasi del tutto al contenuto), dall’altro in un freddo tecnicismo (riprese perfette ma poco “vissute”).
Partire dalla spontaneità e da quel tanto/poco che l’utente è in grado di dare ci permette inoltre di allargare il raggio d’azione: avvicinare cioè all’intento primario di P-d (promuovere una prima conoscenza della Nostra Terra, facendola sentire vera e viva) più persone possibili, ovviamente sensibili al richiamo del nostro Progetto.
Johnnie Maneiro | 21 Marzo 2007 | Trackback



